Le macchine elettriche

Le macchine ibride o elettriche sono alimentate dall’energia elettrica immagazzinata in un pacco batterie e quindi visto che non bruciano nessun tipo di carburante, esse sono considerate a emissioni zero. I consumi ovvero i costi sono paragonabili a quelli di una macchina a metano.

La corrente elettrica è un vettore di energia in quanto non esiste in natura e quindi bisogna produrla da una fonte primaria.

L’energia elettrica consumata in Italia deriva per la maggior parte dalle centrali a metano (gas naturale) 38%, dalle centrali idroelettriche 16%, da altre fonti rinnovabili 23% e in parte importata dall’estero. Negli ultimi anni è aumentata anche la generazione di energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici che ad rappresenta il 5% del totale. (I dati forniti hanno delle tolleranze dovute al sito internet preso in riferimento che comunque non incidono sulla trattazione esposta).

Vantaggi delle macchine elettriche

  1. Le macchine elettriche sono ad emissioni pressoché nulle.
  2. Sono facilmente ricaricabili dagli impianti fotovoltaici installati sopra i tetti delle abitazioni. In tal caso è necessario avere un impianto di accumulo (batterie) che immagazzinino l’energia elettrica prodotta di giorno per ricaricare le batterie dell’auto di notte.

Limiti delle macchine elettriche

  • L’energia elettrica è un’energia nobile e la sua produzione richiede a sua volta una grande quantità di energia. Ad oggi, un aumento improvviso di richiesta di energia elettrica dovuto ad una importante vendita di auto elettriche, sarebbe solo in parte compensato dalle nuove installazioni di impianti fotovoltaici e quindi una percentuale difficilmente quantificabile dovrebbe essere prodotta in più dagli impianti tradizionali alimentai a metano. È comunque anche abbastanza ragionevole ipotizzare che la maggior parte delle persone che hanno comprato o stanno comprando un’auto elettrica abbiano anche una colonnina di ricarica alimentata da un impianto fotovoltaico installato sul tetto della propria abitazione. Questa ovviamente sarebbe la soluzione ottimale. In caso contrario, non è così scontato che l’auto elettrica sia ricaricata da una fonte rinnovabile e quindi non è detto che produca un beneficio per l’ambiente globale. Lo potrebbe essere per ridurre l’inquinamento locale nelle grandi città, ma in questo caso l’incentivo dovrebbe essere riservato ai soli residenti nelle città stesse. Per dimostrare quanto detto, se per esempio l’energia elettrica fosse prodotta da una quantità 100 di metano, la metà circa sarebbe dispersa nella centrale di produzione per ricavare energia elettrica dal metano, una parte nella rete di trasporto e poi nella ricarica delle batterie dell’auto. In pratica da 100, quello che realmente sarebbe sfruttabile per la trazione di una macchina elettrica sarebbe solo di 32 o poco più. Se invece di fare tutti questi passaggi si utilizzasse la stessa quantità iniziale 100 di metano direttamente in una macchina alimentata a metano, allora l’energia utile per la macchina sarebbe di 40 anziché di 32 e questo significa che paradossalmente una macchina elettrica in questo caso inquinerebbe di più di una macchina a metano. Non è neanche credibile che l’energia elettrica fornita da tutte le società private che pubblicizzano di vendere energia green sia realmente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili anzi, in certi casi, tale propaganda si a vicina molto ad un falso ideologico.
  • In Italia ci sono circa 52 milioni di veicoli circolanti di cui 39 milioni sono le auto. Di questi 39 milioni, il 60%, ovvero più di 23 milioni di auto, ha più di 10 anni. Se in questi anni tutti rottamassero le auto con più di 10 anni per acquistare un’auto ibrida o elettrica nuova, sfruttando l’incentivo di 10.000€ messi a disposizione dal Governo tramite gli incentivi auto 2021, lo Stato dovrebbe sborsare circa 230 miliardi di euro. In realtà il budget previsto dal Governo per l’incentivo è dell’ordine di 100 milioni di euro che potrebbe consentire la rottamazione di 10 mila auto ovvero lo 0,04% (100.000.000/10.000 x 100/23.000.000 = 0,04%) delle auto che hanno più di 10 anni. Visto che l’Italia emette l’1,7% dell’anidride carbonica prodotta dal mondo e che di questa circa il 60% è emessa dalle auto, anche se tutta la corrente per alimentare le nuove auto elettriche fosse prodotta dalle rinnovabili, la riduzione di anidride carbonica mondiale sarebbe dell’ordine dello 0,00041% (1,7% x 60% x 0,04%= 0,00041%). Per Italia al Centro sarebbe più ragionevole investire i fondi messi a disposizione per ridurre le auto circolanti nelle grandi città italiane al fine di ridurre le emissioni di anidride carbonica, il traffico cittadino ma più di tutti l’inquinamento localizzato. I fondi dovrebbero servire per agevolare il trasporto pubblico elettrico e l’utilizzo delle biciclette.
  • Secondo il Messaggero il gettito delle accise proveniente dai carburanti è dell’ordine di 34 miliardi annui. Se una percentuale importante delle auto venisse sostituite con quelle elettriche il gettito fiscale si ridurrebbe esattamente della stessa percentuale. E questo dovrebbe essere un limite rispetto al vantaggio di avere un ambiente migliore? No, però sarebbe ragionevole affrontare anche queste tematiche, specialmente in un Paese come l’Italia dove i problemi economici stanno crescendo sempre di più.
  • L’Italia produce solo il 5% delle auto vendute nel Paese e questo significa che dei 100 milioni messi a disposizione dal Governo per l’acquisto delle auto ibride o elettriche, più di 70 milioni andrebbero ai tedeschi dell’AUDI, BMW, Mercedes, Volkswagen e Opel, ai francesi della Citroen e Peugeot o ai giapponesi della Toyota (una piccola percentuale rimarrebbe ai concessionari e allo Stato tramite l’IVA). Se si incentivasse la rottamazione dei 23 milioni di auto che hanno più di 10 anni, l’Italia sarebbe più povera di 160 miliardi di euro. (230 miliardi x 70% = 160 miliardi). Per Italia al Centro prima di incentivare l’acquisto delle auto nuove sarebbe necessario incentivare la produzione delle auto elettriche in Italia.
  • A parte questi ultimi due anni sfalsati dalla pandemia, i consumi di energia elettrica stanno aumentando notevolmente in Italia e questo è dovuto non solo ai frigoriferi, ai ferri da stiro, lavatrici e televisori già presenti da prima nelle abitazioni, ma più che altro per i nuovi elettrodomestici che ormai hanno quasi tutti: lavastoviglie, forno elettrico, asciugatrice, condizionatore estivo, microonde, computer, piastra ad induzione, ascensore ecc. Il fotovoltaico installato in questi ultimi anni ha ridotto di una certa percentuale l’uso del metano, ma più che altro ha compensato la maggiore richiesta di energia elettrica proveniente dalle famiglie. Non è però immaginabile valutare l’impatto di una improvvisa richiesta di energia elettrica per alimentare anche le auto elettriche. Per questo Italia al Centro ritiene prioritario ed essenziale avere prima un Piano Energetico almeno decennale per analizzare dettagliatamente tutti i possibili scenari futuri.
  • Un limite potenzialmente superabile è rappresentato dalle batterie il cui impatto ambientale non è trascurabile. Come si è detto per avere un sistema ottimale non è sufficiente avere un pacco batterie che alimenti l’auto, ma è necessario avere anche un sistema a batterie che immagazzini l’energia elettrica prodotta di giorno dagli impianti fotovoltaici. Il sistema nel suo complesso non ha un prezzo trascurabile tanto che alcune macchine vengono vendute con le batterie a parte. Attenzione! Inoltre quando è nuvoloso bisogna ricorrere all’alimentazione dalla rete elettrica nazionale ed infine è bene sapere che le batterie sono garantite per alcuni anni ma i rendimenti, ovvero la quantità di energia elettrica immagazzinata comunque diminuisce nel tempo, praticamente come avviene per le batterie dei cellulari.

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