Il Superbonus 110% e il Sisma Bonus: altro sperpero di denaro pubblico

Il Superbonus è una misura di incentivazione introdotta dal D.L. “Rilancio” 19 maggio 2020, n. 34, che punta a rendere più efficienti e più sicure le abitazioni.

Il Superbonus si suddivide in due tipologie di interventi: il Super Ecobonus agevola i lavori di efficientamento energetico; il Super Sismabonus incentiva quelli di adeguamento antisismico.

L’incentivo prevede una detrazione del 110% che si applica sulle spese sostenute per l’installazione del cappotto termico, la sostituzione degli infissi, l’installazione di impianti fotovoltaici e pompe di calore con sistemi di accumulo e l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici. L’insieme degli interventi deve garantire un miglioramento minimo di almeno due classi energetiche dell’edificio.

L’efficientamento energetico – Il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% è una delle tante misure adottate dal Governo della Transazione Ecologica, peccato che i dati contraddicono i tanti entusiasmi di propaganda politica.

Nessun beneficio tangibile per l’ambiente

I dati

Il riscaldamento delle abitazioni in Italia proviene per quasi il 100% dal metano e quindi l’analisi viene condotta solo sulla riduzione di emissioni di anidride carbonica (CO2) proveniente dal gas naturale.

  • L’Italia emette l’1,7% dell’anidride carbonica (CO2) prodotta nel mondo (Figura 1).
  • Di questo 1,7% di anidride carbonica, solo il 47% circa proviene dal metano mentre il restante 53% dal petrolio e carbone.
  • Di questo 47% solo il 42% circa dei consumi di metano è direttamente imputabile all’uso civile, il restante è utilizzato dall’industria e per la produzione di energia elettrica (Figura 2).
  • Dal censimento italiano, emerge che in Italia ci sono circa 12 milioni di abitazioni. Considerando che il Governo ha stanziato circa 18 miliardi per il Superbonus 110% e che in media ogni intervento di riqualificazione energetica costa 200.000€, gli edifici che potranno beneficiare del Superbonus 110% saranno circa 90.000 (18 miliardi/200.000), ovvero lo 0,75% delle abitazioni italiane. Non è chiaro se il PNRR preveda solo 18 miliardi per il superbonus 110%, ma anche se fosse il doppio non cambierebbe l’ordine di grandezza.
  • Per quelle 90.000 abitazioni, la riduzione di consumo di metano non è totale, ma dell’ordine dell’80%

Con questi dati si può ricavare il beneficio che ne avrà il clima globale dal Superbonus 110%: 1,7% x 47% x 42% x 0,75% x 80% = 0.002%

I soldi investiti dal Governo sul Superbonus 110% potranno portare al massimo una riduzione delle emissioni di anidride carbonica prodotta nel mondo dello 0,0025%

Figura 1: emissioni di CO2
Figura 2: consumi di metano per settori

Benefici per i privati e non per la collettività

  • Il Superbonus 110% è concepito per l’edilizia privata e quindi sostiene la ristrutturazione di condomini e case private. Tra le case private ci sono anche le ville private e le abitazioni di tante famiglie benestanti che si potrebbero permettere tranquillamente qualsiasi intervento di riqualificazione energetica. Perché le tasse delle persone devono contribuire alle ristrutturazioni delle ville di persone facoltose?
  • Il Superbonus 110% è previsto anche per la ristrutturazione di edifici privati affittati ad Enti o Amministrazioni pubbliche. Qui si sta verificando il paradosso che lo Stato paga (in realtà sono mancati introiti) le ristrutturazioni ai proprietari degli edifici dove lo Stato stesso paga un canone di affitto da decenni. Questo significa che alcuni proprietari che hanno già intascato affitti per milioni di euro, si vedranno ristrutturare i loro edifici dallo Stato a costo zero e se questi sono loro stessi costruttori, incasseranno anche una parte dell’incentivo perché la ditta che esegue i lavori è la loro. Inoltre se, come in molti casi, i contratti di locazione non sono scritti così bene, gli stessi costruttori potranno richiedere un aumento del canone di affitto in quanto potranno dimostrare che c’è stata una miglioria nell’edificio.
  • Il Superbonus 110% potrebbe avere l’obiettivo di rilanciare un settore da anni profondamente in crisi come l’edilizia, ma anche questo presenta diversi limiti in quanto incentivi così alti in brevi periodi non danno il tempo alle ditte di strutturarsi con personale italiano ed idoneamente formato. Sono infatti molte le ditte che stanno assumendo personale straniero in quanto non tutti gli Italiani sono disponibili a lavorare sui cantieri edili. Inoltre una volta terminati gli incentivi, le ditte dovranno licenziare molto del personale assunto che con la cassa integrazione e quant’altro andrà ad incidere sempre sulle casse dello Stato.

Altri limiti del Superbonus 110%

  • Quando lo Stato interviene eccessivamente su un settore ed in tempi molto rapidi in realtà lo droga perché squilibra troppo il mercato e non si creano i presupposti per una ripresa costante negli anni. Tutti sanno che un incentivo così alto non può durare per sempre e quindi chi può cerca di trarne i maggiori profitti, sfruttando al massimo la situazione. Questo crea un mondo del tutto distorto in quanto nascono ditte che si arricchiscono in poco tempo e che poi falliscono quanto gli incentivi finiscono
  • I prezzi dei prodotti per l’edilizia sono lievitati in maniera sproporzionata e attualmente tutte le ditte stanno applicando i tariffari al massimo consentito che sono molto più alti di quello che si pagava fino all’anno scorso per lo stesso intervento. Questi maggiori costi incideranno negativamente sui risultati ottenibili.
  • Molti prodotti vengono dall’estero e le ditte non fanno in tempo neanche a consegnare. I preventivi vengono fatti con un margine a rialzo anche del 40% e non sempre è garantita la consegna.

Il Superbonus 110% è un disastro per l’ambiente e per la collettività

Oltre a non portare quasi nessun vantaggio per il clima mondiale in termini di riduzione di anidride carbonica, il Superbonus 110% è un disastro per la collettività. Perché investire così tanto sulla ristrutturazione delle ville private, quando metà delle scuole e degli ospedali pubblici non sono antisismici o non rispettano la normativa di prevenzione incendi? E le strade, i ponti e tutte le infrastrutture italiane che hanno più di 60 anni, chi li rimetterà a posto? Perché si è preferito investire così tanto sull’edilizia privata tralasciando quella pubblica? Forse perché avviare gli appalti pubblici richiede anni e i partiti non vogliono aspettare i risultati a lungo termine? Forse perché investire su qualcosa di tangibile ed immediato porta più consensi che aspettare la conclusione di un’opera pubblica? E l’aspetto più inquietante è che si giustifica tutto in nome dell’ambiente, come se la Transazione Energetica potesse veramente risolvere il problema del cambiamento climatico mondiale.

Sismabonus e Super Sismabonus

  • Probabilmente tutto l’incentivo sarebbe dovuto confluire nel Super Sismabonus in quanto il miglioramento antisismico delle strutture è un’attività improrogabile per un Paese sismico come l’Italia. L’Italia fino a pochi anni fa, non aveva una cultura generalizzata sull’antisismica o meglio, le tecniche conosciute erano assolutamente all’avanguardia, ma mancando una legislazione appropriata, molte costruzioni e ristrutturazioni anche più recenti sono state eseguite senza particolari attenzioni. Gli ultimi terremoti verificatesi a L’Aquila, in Emilia e l’ultimo che ha colpito più Regioni del Centro Italia, hanno evidenziato una vulnerabilità del territorio assolutamente molto grave. Tutto l’arco appenninico e non solo può essere interessato da eventi rilevanti e purtroppo molte comunità locali hanno verificato l’inadeguatezza delle strutture, sia per la presenza di innumerevoli agglomerati urbani molto vecchi e sia per lavori di ristrutturazione o modifiche eseguiti non correttamente.
  • La politica dovrebbe individuare le priorità che sono fin troppo evidenti. Che senso ha incentivare molto tutti i settori industriali e commerciali quando poi si tralasciano i segnali provenuti da un territorio fin troppo martoriato da catastrofi naturali. È assolutamente insensato incentivare l’efficientamento energetico degli edifici quando poi non c’è nessuna norma che obblighi l’adeguamento sismico e peggio i fondi messi a disposizione sono assolutamente insufficienti. Come è possibile che lo Stato accetti di avere le scuole, gli ospedali e tanti altri edifici pubblici non consolidati pur di incentivare il fotovoltaico e il cappotto termico degli edifici privati?
  • È assolutamente necessario investire di più nella riqualificazione antisismica del tessuto edilizio esistente dando la massima priorità alla riduzione delle criticità del Paese, in particolare riducendo la vulnerabilità degli edifici dello Stato e degli Enti Locali.
  • La differenza sostanziale che si ha tra il Sismabonus e Super Sismabonus è che con il primo nato nel 2017 si poteva fare una pianificazione degli interventi valutando il reale miglioramento sismico dell’edificio, mentre con il Super Sismabonus qualsiasi intervento è incentivabile al 110% e quindi lo Stato non ha più la possibilità di avviare una strategia di riduzione del rischio su larga scala.

Acquisto di case antisismiche

  • Un’ulteriore ipotesi che dà diritto a una consistente detrazione d’imposta è rappresentata dall’acquisto di case antisismiche. Deve trattarsi di immobili realizzati, nelle zone classificate a rischio sismico 1, 2 o 3, a seguito di demolizione e ricostruzione di interi edifici (anche con variazione volumetrica rispetto a quella preesistente), da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare, le quali, entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori, provvedono alla vendita dell’immobile.
  • Praticamente tranne la Sardegna, il Trentino Alto Adige e la Valle d’Aosta che sono in Zona 4 (rischio sismicità bassa), tutta l’Italia può usufruire di questo incentivo.
  • Ancora una volta una persona con un reddito molto alto che acquista una casa nuova in una qualsiasi città italiana ha un beneficio fiscale per i successivi 5 anni. Ancora una volta le tasse pagate dalle persone con un reddito medio contribuiscono ai vantaggi di pochi privati, in questo caso dei costruttori e di chi acquista casa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *